Cremonafiere riparte, lo scorso anno perso il 93% del fatturato

L'assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2020 che si è chiuso con una perdita di 1.243.881 euro, di cui ammortamenti per 629.672 euro. Nell’assemblea è stato anche nominato il nuovo collegio sindacale e la società di revisione

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Roberto Biloni, presidente CremonaFiere, foto da ufficio stampa

Il sistema fieristico italiano è in ginocchio. Nell’ultimo anno la perdita di fatturato delle fiere si attesta intorno all’80% a causa del blocco imposto dalla pandemia da Covid-19. A risentirne oltre alle fiere sono anche l’export e l’intero indotto, quest’ultimo, secondo le stime di settore, si attesta tra 8 e 13 volte il fatturato della singola manifestazione. CremonaFiere organizza fiere professionali e internazionali che portano sul territorio lombardo, ma anche nazionale, un notevole valore rappresentando modelli produttivi d’eccellenza internazionale. Il territorio lombardo, quello cremonese, in particolare, sono stati duramente colpiti dagli effetti economici collaterali al virus, come è emerso oggi nel corso dell’assemblea per l’approvazione del bilancio, ma l’attività non si è fermata e l’organizzazione è al lavoro per rilanciare con forza già a partire dal periodo autunnale.

Dall’analisi del bilancio presentato oggi ai soci emerge che CremonaFiere ha fatturato il 93% in meno rispetto al 2019, non avendo avuto manifestazioni negli unici mesi di apertura, gennaio e febbraio, e non avendo potuto organizzare le proprie manifestazioni internazionali: Cremona Musica, Il BonTà, Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, che complessivamente coinvolgono oltre 800 aziende. L’assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2020 che si è chiuso con una perdita di 1.243.881 euro, di cui ammortamenti per 629.672 euro. Nell’assemblea è stato anche nominato il nuovo collegio sindacale e la società di revisione.

Il sistema fieristico rappresenta da sempre per il  nostro Paese un supporto fondamentale per l’export e per le imprese -dichiara Roberto Biloni, Presidente di CremonaFiere-. A CremonaFiere ne siamo ben consapevoli, il Consiglio di Amministrazione e oggi anche tutti i soci, hanno approvato un bilancio che da un lato evidenzia le difficoltà del settore fieristico, ma dall’altro richiama l’attenzione alla necessità di una visione strategica, che nel nostro caso è già stata condivisa con l’approvazione del piano di sviluppo nell’ultima assemblea. Sottolineo che il piano è un’ottima base di partenza e che è aperto al contributo di coloro che vorranno partecipare al rilancio e alla crescita. Il successo del nostro settore passerà attraverso la capacità di fare sistema e anche per questo noi evidenziamo la necessità di un’azione corale in cui tutte le realtà, a partire dai nostri soci, parteciperanno al rilancio post COVID”.

Il regolare svolgimento dell’attività 2020 è stato totalmente condizionato dall’intensità delle problematiche della pandemia e dal conseguente susseguirsi delle restrizioni, malgrado l’alta specializzazione, la componente internazionale e la specificità dei settori rappresentati negli eventi di CremonaFiere, che però rilancia. “La nostra attività necessita della programmazione e del coinvolgimento di numerosi attori: aziende, professionisti, istituzioni, università e centri di ricerca ed ha una rilevanza internazionale – dichiara Massimo De Bellis, direttore Generale di CremonaFiere -. Questi aspetti poco si conciliano con le restrizioni imposte dalla pandemia. CremonaFiere ha continuato a lavorare per rimanere al fianco delle aziende e degli operatori proponendo eventi secondo le modalità che erano concesse. Abbiamo realizzato eventi ibridi o digitali. Nel frattempo abbiamo anche rilanciato con un piano di sviluppo concreto e di visione strategica con particolare attenzione ai nostri asset, ma spaziando anche ad altri ambiti: nuove fiere e nuove attività per il territorio e i settori di riferimento anche per rendere il quartiere fieristico vivo tutto l’anno, alimentando ulteriormente anche il conseguente indotto.

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