Pubblicità ed e-commerce: ecco qual è il rapporto tra le aziende italiane e il web

Cresce anche in Italia la pubblicità sul web e copre il 37% dell’intero investimento, avviandosi a raggiungere i 3,2 miliardi di euro

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Internet e aziende
Internet e aziende

Cresce anche in Italia la pubblicità sul web e copre il 37% dell’intero investimento, avviandosi a raggiungere i 3,2 miliardi di euro. Una realtà che, però, vede il 75% del settore coperto esclusivamente dagli Over The Top digitali, mentre stenta ad affermarsi una vera e propria strategia di marketing online da parte delle aziende italiane. Ed a descrivere la situazione è Giuliano Noci, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano, nel convegno “Internet Media: alla conquista degli altri mezzi”, che constata come ormai il popolo dei consumatori viva stabilmente su internet, effettuando sempre più spesso acquisti sulla rete, soprattutto quando la pubblicità è mirata correttamente. Una situazione, sempre secondo Giuliano Noci, che dipende anche da un contesto debole, e ancora non in grado di spingere il produttore italiano a orientarsi verso le “aziende che propongono modelli di offerta di contenuti a pagamento”.

D’altronde sono appena il 10% le aziende produttrici che vendono online, e che si sono anche dotate di uno strumento di e-commerce, che purtroppo non sempre risponde ai requisiti indispensabili per garantire visibilità, come la velocità di banda. Questa una delle ragioni principali per cui l’Italia è il fanalino di coda della pubblicità online, rispetto agli altri paesi europei, e si lascia trascinare solo dall’aumento degli acquisti online, che invece continuano a crescere.

Un comparto, quello delle aziende italiane, che non si preoccupa di aggiornarsi, come risulta dalla 14° edizione del NetComm Forum di Milano. Una lentezza che non frena di certo la crescita del mercato online, che nel 2019 sta già segnando un 15% in più, rispetto all’anno scorso, all’interno del quale è proprio il settore dei beni al consumo a fare registrare i risultati migliori, spesso a favore di prodotti di aziende estere che dimostrano una maggiore competitività sul web.

Purtroppo questo è il risultato della negligenza e della superficialità con la quale le aziende italiane hanno affrontato e continuano ad affrontare il mondo del web, e la sua importanza nel rapporto con la clientela e con le vendite. Un’importanza che i player presenti sul mercato, come Linkem ad esempio, conoscono molto bene, tanto da proporre specifiche offerte internet business dedicate proprio alle aziende e ai professionisti di ogni ramo. Solo un collegamento efficiente ad internet, infatti, può consentire di rimanere costantemente presenti e disponibili nei confronti della clientela, e di ampliare il proprio bacino di utenza, anche a livello internazionale.

Ma non basta: serve anche un sito di e-commerce, che se ben fatto dà la visibilità necessaria a raccogliere clienti. E questo non solo sui prodotti in vendita, ma anche sui servizi in offerta, perché consente di inserirsi in un circuito mondiale di ben 2,5 miliardi di persone che accedono alla rete per qualsiasi necessità personale, dalle informazioni agli acquisti. Una possibilità di cui invece si privano tutti coloro che ancora non sono su internet.

 

 

 

 

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