Alcuni libretti postali potrebbero essere a breve chiusi, ecco come evitare problemi con Poste Italiane per non perdere soldi.
I libretti postali continuano a rappresentare uno degli strumenti di risparmio più apprezzati dagli italiani, grazie alla loro semplicità d’uso e alla sicurezza garantita da Poste Italiane. In un contesto segnato da incertezze bancarie e crisi finanziarie ricorrenti, molti cittadini hanno scelto di affidare i propri risparmi a prodotti considerati stabili e privi di rischi.
I libretti, insieme ai buoni fruttiferi e ai conti BancoPosta, hanno registrato negli ultimi anni una crescita costante, diventando un punto di riferimento per famiglie e pensionati. La loro forza risiede nella possibilità di accantonare somme senza vincoli rigidi, ottenendo comunque una piccola rendita annuale senza rischiare il capitale investito.
Come evitare la chiusura del libretto
Inoltre, la gestione tramite app consente prelievi e movimenti immediati, offrendo una flessibilità che rassicura chi desidera mantenere sempre disponibili i propri fondi. Attualmente esistono 4 tipologie di libretti: Smart, dedicato ai minori, ordinario e giudiziario, ciascuno pensato per esigenze differenti.

Per i titolari sono disponibili due offerte Supersmart: quella a 360 giorni con tasso del 2,50% e quella pensione a 364 giorni con rendimento del 3,50%. Un aspetto fondamentale da conoscere riguarda la durata dei libretti, che non prevedono una scadenza naturale ma richiedono comunque un utilizzo minimo nel tempo.
Poste Italiane, infatti, chiude automaticamente i libretti che risultano inattivi per 10 anni consecutivi, classificandoli come “dormienti” secondo la normativa vigente. Questa procedura nasce per evitare che strumenti inutilizzati restino aperti indefinitamente, generando costi gestionali e rischi di abbandono patrimoniale.
Quando un libretto viene considerato dormiente, le somme presenti al suo interno vengono trasferite nel Fondo di Dormienza, con conseguente chiusura definitiva del rapporto. Il titolare perde quindi la disponibilità immediata del denaro, che può essere recuperato solo attraverso una procedura specifica prevista dalla legge.
La situazione è particolarmente frequente nei casi di decesso del titolare, soprattutto quando non esistono eredi diretti o quando i parenti non sono informati dell’esistenza del libretto. In altri casi, l’importo contenuto è talmente modesto da scoraggiare l’avvio di una successione complessa, portando alla perdita definitiva delle somme.
Una dinamica simile riguarda anche i buoni fruttiferi postali, che spesso restano inutilizzati e finiscono per essere riscossi troppo tardi o non riscossi affatto. Per evitare la chiusura automatica è sufficiente effettuare un’operazione, anche minima, entro il decimo anno dall’ultimo movimento registrato.
Un semplice versamento o prelievo riattiva il libretto e impedisce il trasferimento delle somme nel Fondo di Dormienza. È consigliabile controllare periodicamente i propri rapporti postali, soprattutto in presenza di libretti aperti molti anni prima e poi dimenticati.



