Il 2025 ha consegnato a Cremona il miglior dato dal 2010 sul fronte degli sforamenti di Pm10. Un sollievo relativo: il trend è in miglioramento, ma i livelli restano superiori a quelli di Milano e, nel territorio, spicca l’anomalia di Soresina, che continua a primeggiare – in negativo – come località con le concentrazioni più alte in Lombardia. A diffondere i numeri è stata Legambiente, che ha rilanciato i dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente.
In città, il conto finale parla di 44 giornate in cui la media quotidiana delle polveri sottili ha superato la soglia dei 50 microgrammi per metro cubo. Un passo avanti rispetto al recente passato: nel 2024 i giorni oltre limite erano stati 50, nel 2023 46. Il dato, però, continua a restare distante dall’obiettivo indicato dall’Unione europea: 35 giorni di sforamento all’anno come soglia massima, a tutela della salute pubblica. Inoltre, Cremona chiude il 2025 con un’altra etichetta poco lusinghiera: è il peggior capoluogo lombardo per concentrazione media annua di Pm10, pari a 30,6 microgrammi per metro cubo.
Nel resto della provincia i segnali sono contrastanti. Crema mostra un miglioramento netto: nel 2025 le giornate oltre soglia scendono a 42, contro le 53 dell’anno precedente, su valori ormai vicini a quelli del capoluogo. Ma a tenere alta l’attenzione è ancora una volta Soresina, la “capitale” lombarda del latte, che mantiene il primato dei livelli di Pm10 più elevati in Lombardia.



