I dati contrastanti sul Gap In Italia

Intanto in Emilia-Romagna oltre 600 sale da gioco prossime alla chiusura o allo spostamento

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Gioco
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Il pericolo della diffusione del gioco d’Azzardo Patologico in Italia è presente in una minoranza di cittadini già predisposti a diventare soggetti dipendenti. Per lo più il profilo attuale del giocatore d’azzardo ritrae un soggetto che utilizza smartphone e computer per accedere a siti o ad App per il gioco d’azzardo.

In questo contesto Eugenio Bernardi, vicepresidente dell’Associazione Nazionale Sapar (Servizi Apparecchi per Pubbliche Attrazioni Ricreative) ha proposto durante l’audizione presso commissione Salute dell’Emilia Romagna tenutasi lo scorso 7 novembre, un Progetto di Legge sulla promozione della salute, del benessere e sulla prevenzione primaria, facendo particolare attenzione all’approccio che la regione Emilia Romagna ha riservato fino ad oggi a due patologie come alcoolismo e dipendenza da gioco d’azzardo. Infatti, le due dipendenze vengono troppo spesso messe a paragone e trattate come simili, in contrasto con i dati raccolti da Sapar relativi alle richieste per l’accesso presenti nella Ausl Emilia-Romagna dai quali emerge che sono circa 1.500 i soggetti in cura per gioco d’azzardo patologico a differenza dei soggetti in cura per dipendenza da alcool che si attestano su numeri superiori dalle 5 alle dieci volte. Bernardi ha sottolineato che l’associazione non vuole assolutamente sminuire la gravità del problema del gioco patologico, ma al tempo stesso ritiene che non approcciarsi con chiarezza totale al problema porta solo a metodi di prevenzione errati.

Ad esempio, il distanziometro è ritenuto uno strumento completamente inadeguato che rischia di mandare in crisi un comparto di grande importanza mettendo a repentaglio migliaia di posti di lavoro in quanto è palese che lo spostamento di oltre 600 sale da gioco censite in Emilia-Romagna non sia correttamente operabile a causa di norme urbanistiche che non consentono a tali aziende di trovare una collocazione idonea. Per Bernardi è indispensabile, piuttosto che creare un proibizionismo diffuso, formare ed informare al gioco in modo da evitare che i soggetti più deboli possano non rendersi conto del problema al quale vanno incontro, attraverso campagne di Gioco Responsabile promosse dalle aziende di settore in collaborazione con lo Stato. Inoltre, l’Associazione Nazionale Sapar ha messo in evidenza due studi fatti dal CNR di Pisa e dall’Ospedale Bambino Gesù di Roma che pone come punto fondamentale per l’insorgere della ludopatia, l’utilizzo di internet e non la frequentazione di sale da gioco. Internet infatti fornisce la possibilità di accedere al gioco d’azzardo tutti i giorni a qualsiasi ora senza dover necessariamente ritagliare un tempo da dedicare al gioco d’azzardo, oltre ad offrire una proposta molto vasta in termini di tipologie di giochi sicuri grazie al contributo dei migliori casinò online AAMS. Difatti, da una ricerca del CNR è emerso inoltre che la spesa per il gioco non supera la somma di dieci euro per il 63,7% dei giocatori e che sono lo 0,6% della popolazione è predisposta al rischio di Gioco d’Azzardo Patologico. Questi dati portano l’Italia in una posizione molto bassa rispetto al resto del mondo per il numero di giocatori con una diminuzione al -28,6% del numero di giovani interessati al gioco.

Con la chiusura delle sale da gioco in particolare in Emilia-Romagna aumenta il rischio che i soggetti interessati al gioco d’azzardo si rechino nel famosissimo casinò della Repubblica di San Marino confluendo alle casse erariali estere i guadagni, ma con lasciando le spese mediche per la cura dei soggetti patologici sempre in Italia. Bernardi quindi ha ribadito che reprimere i giochi d’azzardo non è la soluzione al problema della ludopatia e con lui molti sindaci emiliano romagnoli hanno espresso il loro disappunto unitamente alla volontà di studiare meglio le disposizioni più appropriate al contrasto di vera e propria patologia da curare e non da silenziare o spostare.

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